La mediocrità…
luglio 25th, 2008
Non sopporto la mediocrità… mi riferisco essenzialmente a quelle persone che puntualmente si incontrano in ogni contesto competitivo (in special modo negli ambienti di lavoro), che “intuiscono” la propria inferiorità (spesso non intellettiva ma semplicemente dovuta all’assenza di valori, o alla banale “invidia”) e ricorrono agli espedienti più abietti, a quelli più subdoli per colpire gli altri…
Il problema non riguarda l’educazione ricevuta, oppure le buone maniere… E’ proprio una questione di istinto… L’istinto suggerisce a queste persone di agire in questo modo per compensare le deficienze, le lacune, che sentono dentro di loro (pur non ammettendolo mai) e che li spingono a scalciare ed a lottare per prevaricare…
Sono quelle persone che generalmente ruggiscono e si accaniscono contro i loro sottoposti i quali, spesso, per motivi gerarchici sono obbligati in qualche modo a subire provocazioni ed atteggiamenti puerili, spesso ridicoli, per conservare il posto di lavoro (io non l’ho mai fatto) ed invece tremano e si trasformano in larve di fronte ai propri capi (io non l’ho mai fatto)…
Sono quelli che non riuscendo a produrre “qualità” puntano il tutto per tutto sulla “quantità”… che quindi trascorrono ore ed ore in ufficio cercando di completare il maggior numero di task nel più breve tempo possibile…
Sono quelli che dall’esperienza lavorativa quotidiana non impareranno mai nulla di costruttivo, se non a sviluppare la capacità che io definisco del “cut and paste customized“, ossia del copia/incolla da un progetto ad un altro cercando di adattare al caso specifico quanto copiato da quello precedente, nel miglior modo possibile.
Sono quelli che scrivono in modo pessimo… che presentano dei documenti nei quali la scarsa conoscenza delle più banali regole della lingua italiana farebbe storcere il naso anche ad uno studente alle prime armi (mia nipote ha nove anni e scrive molto meglio di alcuni di loro)…
Sono quelli che cercano di compensare con la forma estetica la mancanza di contenuto, che non hanno nè la voglia, nè la capacità di creare “valore aggiunto” ai progetti ai quali prendono parte, che hanno paura di rischiare, di tentare strade nuove più pericolose ma sicuramente più appaganti e stimolanti…
Sono persone piatte, “basse” (chi ha letto “Cuori in Atlantide” sa cosa intendo)… che non hanno interessi o passioni, che spesso non hanno vita privata, che conducono un’esistenza grigia e tristemente vuota…
Spesso il sistema premia queste persone, le quali hanno la pericolosa capacità di riconoscere a prima vista i propri simili e di stringere rapidamente alleanze ed accordi più o meno palesi per eliminare i potenziali avversari… Per non parlare della loro proverbiale abilità nell’arruffianarsi chi sta sopra di loro…
Sono infine quelle persone che quando le incontri e ti ci confronti hanno difficoltà a capire quello che gli dici, che non riescono a vedere quanto di buono ed innovativo ci sia nel lavoro da te svolto (quando c’è) e che si fossilizzano su delle banalità assurde formulando delle domande senza senso su materie che non conoscono (perchè, ad esempio, lontane dalla propria formazione scolastica e professionale), ignorando e spesso non rendendosi davvero conto della qualità del risultato prodotto dalle persone creative che hanno, al contrario, un approccio completamente diverso, finalizzato al raggiungimento di miglioramenti concreti, alla realizzazione (talvolta anche sbagliando) di qualcosa di innovativo e di realmente edificante per sè, per il team e per il cliente…
Queste persone sono un virus che si insinua all’interno delle aziende e crea dei meccanismi tali per cui l’impresa stessa non potrà raggiungere mai livelli di eccellenza…
Se non riuscite a mascherare il vostro disprezzo verso di loro… allora cercate solo di evitarle… prima o poi la vita gli presenterà il conto statene certi…
Capita, però, di incontrare anche delle persone illuminate, “vive”, interessate ed interessanti che sono generose nel condividere le proprie informazioni e conoscenze e che considerano il proprio collega come un valido alleato (seppur con i difetti che contraddistinguono ciascuno di noi) e non un potenziale nemico da ostacolare… che con uno sguardo o con una lettura veloce dei documenti intuiscono al volo ciò che hai fatto o che hai intenzione di fare e subito ti danno fiducia e coraggio… Be’ quando incontri queste persone… è tutta un’altra musica…
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