Reminiscenze quantitative d’azienda… (ratei e risconti)
marzo 9th, 2009
Rivediamo i Ratei ed i Risconti. Trattasi di particolari scritture di integrazione(i primi) e di storno (i secondi). Fanno parte delle cosiddette scritture di assestamento le quali consentono a fine esercizio di individuare i soli costi e ricavi di competenza scindendoli da quelli extra-esercizio mediante procedimenti contabili in alcuni casi basati sul mero computo temporale ed in altri su valutazioni discrezionali. Vanno inoltre aggiunte le scritture di completamento e quelle diammortamento.
Le scritture di assestamento consentono il passaggio dal criterio di imputazione finanziaria che caratterizza il metodo della partita doppia in materia di determinazione del reddito e del capitale di funzionamento a quello (al 31/12) dellaconsistenza economica. Difatti, mentre nel corso dell’esercizio vengono “misurati” ed annotati in partita doppia tutti i costi e ricavi che hanno avuto manifestazione finanziaria, al termine del periodo contabile occorre isolare e far confluire nel CE (Conto Economico) i soli costi e ricavi (o una parte di essi) che sono già stati misurati finanziariamente (o che non lo sono stati ancora) di competenza dell’esercizio appena conclusosi.
Nella fattispecie, i Ratei sono considerati scritture di integrazione perché vanno a misurare mediante una stima contabile o congetturale quei costi o ricavi che pur essendo di competenza dell’esercizio, non hanno avuto una manifestazione numeraria e quindi non sono stati ancora misurati. Viceversa, i Risconti sono quei costi e ricavi sospesi, che hanno già avuto una manifestazione numeraria e pertanto sono stati già misurati ed annotati, ma che al 31/12 non risultano di competenza dell’esercizio e pertanto vanno stornati.
Immaginiamo che i ratei ed i risconti facciano riferimento ad un contratto di affitto di un immobile.
Le scritture in partita doppia sono piuttosto semplici:
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Ratei Attivi (VF+) a Fitti Attivi (VE+)
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Fitti Passivi (VE-) a Ratei Passivi (VF-)
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Fitti Attivi (VE-) a Risconti Passivi (VF-)
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Risconti Attivi (VF+) a Fitti Passivi(VE+)
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Proviamo a capire il perché:
Come abbiamo già detto, i ratei sono scritture di integrazione che permettono l’inserimento nel conto economico di costi e ricavi di competenza non rilevati dalla contabilità nel corso dell’anno perché non hanno avuto manifestazione finanziaria.
I risconti sono invece scritture di storno perché fanno riferimento a costi e ricavi misurati ma non di competenza (vanno quindi esclusi dal CE per il corretto computo del reddito di esercizio).
Quindi nella prima scrittura siamo proprietari dell’immobile e percepiamo l’affitto. Misuriamo un ricavo di competenza (Fitti Attivi) mediante una manifestazione numeraria da noi creata appositamente (Ratei Attivi), perché il pagamento effettivo avverrà in modo posticipato. Viceversa, la seconda scrittura ci vede Conduttori/Locatari e misura il costo di competenza dell’esercizio che non abbiamo ancora sostenuto finanziariamente, ma che si è manifestato economicamente. Avremo quindi i Fitti Passivi in Dare (costo da aggiungere al CE) e i Ratei Passivi in Avere che misurano la quota di affitto di competenza.
Le restanti due scritture, fanno riferimento ai Risconti e ci vedono anch’esse, rispettivamente, dapprima come Locatore e successivamentecome Conduttore/Locatario.
I Fitti Attivi rappresentano una VE- in quanto rilevano la sospensione (riduzione) di un Ricavo e pertanto vanno in Dare, mentre i Risconti Passivi vanno in Avere perché andiamo ad annotare anche finanziariamente la correzione. Viceversa nell’ultima scrittura.
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