Monitoraggio logistico mediante KPI’s e sistemi di rappresentazione dashboard

luglio 15th, 2009

logiIl monitoraggio sistematico delle performance costituisce in linea generale il punto focale delle problematiche concernenti una sana e corretta (in termini di efficienza ed efficacia) attività di gestione aziendale. Le percezioni e le intuizioni vincenti e anticipatrici anche in questo campo possono rappresentare un aspetto importante ai fini del raggiungimento di risultati e di target sempre più ambiziosi ma da sole non potranno mai dar vita ad un sistema di management di successo e presto o tardi genereranno delle azioni inappropriate che si ripercuoteranno sul futuro dell’impresa spesso in modo irreversibile.

Oggi più che mai in un’epoca in cui i cambiamenti sono rapidissimi e l’incertezza e la volatilità dei mercati hanno raggiunto livelli elevati le aziende sono obbligate a dotarsi di sistemi di monitoraggio che consentano di disporre in modo automatico (e quindi non occasionale ma sistematico) ed in tempo reale dei valori sintetici in grado di monitorare costantemente l’andamento della gestione e di individuare rapidamente quali attività siano in linea con le aspettative strategiche e tattiche e quali invece siano non conformi e necessitino di interventi correttivi.

Tali attività di controllo dovrebbero essere realizzate mediante software che raccolgano un’ampia mole di dati provenienti dai diversi sistemi informativi aziendali, li elaborino e li depurino o li aggreghino in maniera tale da pervenire a degli indicatori (che prendono appunto il nome di KPI’s Key Performance Indicators) utili al raggiungimento dello scopo in oggetto.

Non esistono degli indicatori universalmente validi per qualsiasi azienda. Ogni singola realtà dovrà individuare quei KPI’s che meglio degli altri si addicono agli obiettivi di misurazione prestabiliti sulla base delle esigenze informative individuate.

Sicuramente le quattro macro-aree entro cui far ricadere gli indicatori sono:  Qualità,  Servizio,  Produttività  e  Flessibilità.

Esempi di KPI’s logistici sono: il lead time, il numero di ordini o righe d’ordine o il fatturato evasi direttamente (calcolati mediante una ripartizione per classi ABC dei prodotti e clienti e moltiplicando le percentuali di ciascuna classe per la percentuale di copertura a stock), oppure ancora l’incidenza sul fatturato delle consegne posticipate (moltiplicando i giorni di ritardata consegna per i costi di stockout, compresi quelli di eventuale perdita del cliente) ecc.

In ogni caso tali misurazioni per poter essere effettivamente utili devono avvenire in tempo reale ed in maniera automatica e poter essere sintetizzate mediante dashborad consultabili online dal personale preposto che consentano di partire da un livello più elevato di analisi con indicatori generici per poi arrivare mediante l’impostazione di “filtri” ai dati relativi alle singole attività di dettaglio qualora a livello globale si sia rilevata una anomalia e poter quindi tempestivamente intervenire per circoscriverne le cause e le possibili soluzioni in tempi utili.

Il passo successivo è quello della implementazione di sistemi automatici capaci di suggerire al management anche le possibili forme di intervento necessarie per riportare i livelli di performance ai valori ottimali (suggeriti ad esempio dai benchmark di mercato) ed inoltre in grado di aggiungere ai dati prodotti in tempo reale, quelli previsti in un arco temporale successivo mediante proiezioni attendibili affinchè si possa agire addirittura in anticipo rispetto alle probabili diseconomie future.

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Categorie: Logistica Economica e Supply Chain Management, Message in a bottle

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